Simona.
Il mio nome dice di me: colei che ascolta.

L’ascolto è ciò che ha guidato la mia vita, anche quando ancora non ne ero consapevole.

La morte di mio padre è stato uno dei primi importanti passaggi. Un vissuto che mi ha messo a contatto con qualcosa di profondo e che, nel tempo, mi ha insegnato questo: la vita è impermanza, e allo stesso tempo meravigliosa.

È lì che è nata una spinta profonda a esplorare, comprendere, andare oltre.
Fin da piccola dicevo che volevo vivere tante esperienze.

E così è stato.
A un certo punto della mia vita ho colto un’improvvisa opportunità: trasferirmi per lavorare come responsabile sul Lago di Garda. Un sogno era diventato realtà.
Poi, quando non mi sono sentita più allineata, ho deciso di lasciare. E sono entrata nel mondo dell’aviazione civile. Per 16 anni ho viaggiato, visitato luoghi, incontrato persone, osservato modi diversi di stare al mondo. È stata una scuola di vita.

Simona.
Il mio nome dice di me: colei che ascolta.

L’ascolto è ciò che ha guidato la mia vita, anche quando ancora non ne ero consapevole.

La morte di mio padre è stato uno dei primi importanti passaggi. Un vissuto che mi ha messo a contatto con qualcosa di profondo e che, nel tempo, mi ha insegnato questo: la vita è impermanza, e allo stesso tempo meravigliosa.

È lì che è nata una spinta profonda a esplorare, comprendere, andare oltre.
Fin da piccola dicevo che volevo vivere tante esperienze.

E così è stato.
A un certo punto della mia vita ho colto un’improvvisa opportunità: trasferirmi per lavorare come responsabile sul Lago di Garda. Un sogno era diventato realtà.
Poi, quando non mi sono sentita più allineata, ho deciso di lasciare. E sono entrata nel mondo dell’aviazione civile. Per 16 anni ho viaggiato, visitato luoghi, incontrato persone, osservato modi diversi di stare al mondo. È stata una scuola di vita.

Nel tempo, però, quella ricerca è diventata sempre più chiara.

Una curiosità profonda verso il cambiamento. Verso la conoscenza profonda delle persone. Verso ciò che ci trasforma davvero. Questo mi ha portata nella psicologia, nella psicoterapia, nella formazione. Diventare terapeuta è stato un altro sogno realizzato. E allo stesso tempo, ancora una volta, a un certo punto ho sentito che poteva esserci altro. Non perché ciò che facevo avesse perso valore. Ma perché dentro di me sentivo una nuova chiamata.

Il desiderio di accompagnare le persone non solo a comprendere, ma a vivere un cambiamento più profondo.

Un cambiamento di sguardo. Di coscienza. Di modo di stare nella vita.
È in questo passaggio che ho scoperto l’approccio immaginale e il mentoring.

E qualcosa è tornato a casa.

Un modo di vedere in cui il mondo non è solo ciò che appare, ma è simbolo, sogno, proiezione.
Un modo di vivere in cui ciò che accade non è contro di noi, ma parte di un movimento più ampio.

Oggi il mio lavoro nasce da tutto questo.

Dalle esperienze che ho vissuto, dai passaggi che ho attraversato, da ciò che ho integrato nel tempo.
Accompagno persone che sentono una chiamata al cambiamento.

Persone che non vogliono più adattarsi, ma iniziare a vivere in modo più congruente con ciò che sono. Persone che sentono che è arrivato il momento di fare un passo.

Oggi abito sempre di più lo spazio del mentoring. Verso percorsi che accompagnano un cambiamento identitario: nel rapporto con il corpo, nelle relazioni, nel modo di stare nella propria vita e nel proprio lavoro.

Sento che molte persone sono pronte. Sento che questo passaggio è necessario. E sento che il mio posto è qui.

Nel tempo, però, quella ricerca è diventata sempre più chiara.

Una curiosità profonda verso il cambiamento. Verso la conoscenza profonda delle persone. Verso ciò che ci trasforma davvero. Questo mi ha portata nella psicologia, nella psicoterapia, nella formazione. Diventare terapeuta è stato un altro sogno realizzato. E allo stesso tempo, ancora una volta, a un certo punto ho sentito che poteva esserci altro. Non perché ciò che facevo avesse perso valore. Ma perché dentro di me sentivo una nuova chiamata.

Il desiderio di accompagnare le persone non solo a comprendere, ma a vivere un cambiamento più profondo.

Un cambiamento di sguardo. Di coscienza. Di modo di stare nella vita.
È in questo passaggio che ho scoperto l’approccio immaginale e il mentoring.

E qualcosa è tornato a casa.

Un modo di vedere in cui il mondo non è solo ciò che appare, ma è simbolo, sogno, proiezione.
Un modo di vivere in cui ciò che accade non è contro di noi, ma parte di un movimento più ampio.

Alcuni aspetti del mio lavoro e della mia ricerca li ho condivisi anche attraverso scritti e pubblicazioni.

Il mio approccio